
There are a few interesting stories and amusing details about the months previous and after the big crash of 1929; although many sections are frankly boring.
A interesting reading to understand the psychology of the bubble formations.
Collection of Posts about the immediate future of humanity. Climate Change, Resource Depletion, Peak Oil, Global Warming, New Global Order.
I have taken this picture in Berat, one of the most beautiful cities I have ever seen. Albania still retains most of her traditions, although the wave of modernization has littered the country with cars, cement and deforestation. It's a wonderful country, and the inhabitants very friendly and kind hearted.
Sono arrivato solo a pagina 15 del libro di Lestofanter Brown, ma si delinea abbastanza chiaramente l'agenda eco-imperialista che intende servire. Le sue tesi: il mondo va in rovina per colpa dei cinesi che producono troppo (gia', loro producono e noi consumiano...), dell'Afghanistan che produce droga (ne produceva 100 tonnellate con Talebani, adesso con i marines americani ne produce 2600)... delle gangs di haitiani (? gli haitiani che muoiono di fame sarebbero una minaccia per il pianeta?? ?)...
Andiamo in ordine:In altre nazioni i lavoratori a contratto vengono pagati di piu' del lavoratore fisso; in Italia di meno. L'Italia e' il paese alla rovescia.
I laureati le vittime preferenziali, 20 anni di studi per un "salario" dai 600 ai 900 Euro. Un ingegnere in Italia guadagna meno di un ragazzo Mc Donald in UK. All'inizio leggevo con incredulita', non pensavo che l'Italia fosse davvero ridotta cosi' male. Ma come, in televisione sembrano tutti cosi' ottimisti e pieni di energie, parlano tutti cosi' bene della legge Biagi! Vuoi vedere che il paese reale non e' come te lo raccontano in TV.
E tutto a un tratto mi ci riconosco in loro: anche io ho vissuto quella angoscia, di chi e' disposto a tutto ma non trova niente, tranne delle colossali fregature. Di chi si sbatte per anni sacrificando tutto, per non rimanere che con un pugno di mosche. Le centinaia di curriculum mandati senza ricevere una risposta. Unica offerta uno stage non pagato di 3 mesi a Modena con promessa di assunzione ovviamente alla fine non mantenuta. I concorsi per un posto sottopagato, con decine di laureati in fila pronti a svendersi per una pagnotta. Se non ci stai, ce ne sono altri cento fuori pronti a prendere il tuo posto.
Poi la umiliantissima esperienza della Scuola di Telecomunicazioni di Aosta, i prof di Torino strapagati, e noi assistenti valdostani a far da sguatteri senza nessuna progettualita'. Le segretarie ci prendevano in giro "siete di famiglia ricca, per permettervi di lavorare per questa miseria". Viene nominato capo un diplomato di liceo classico, uomo politico dell'Union Valdotaine, pagato il triplo di me che sono laureato in ingegneria. Porto avanti delle idee, voglio fare della Scuola un centro di ricerca e sperimentazione mitteleuropeo sulle comunicazioni, con collaborazioni con il politecnico di Losanna, con le aziende sul territorio, enti locali... parlo di far crescere un vivaio di scienziati locali.. di internet, di banda larga, di decentramento dei servizi, di tutela e valorizzazione dell'ambiente attraverso la tecnologia... mi guardano con ostilita' e sospetto, vengo apertamente invitato a stare zitto. Provo a rivolgermi al mondo dell'informazione e della politica, paradossalmente gli unici a dimostrare interesse sono i fascisti. Forse gli unici a non avere nulla da perdere, chi lo sa. Capii allora che la Valle d'Aosta e' un pezzo di Sicilia trapiantato al Nord, un pianeta delle opportunita' perdute. Il pantano di catrame in cui affondano e muoiono le speranze, dibattendosi disperatamente per uscirne. Che o rientri in un sistema omertoso e mafioso, o resti un frustrato tutta la vita, o scappi.
Partii con uno zaino sulle spalle, senza dire niente a nessuno, non volevo spezzare il cuore a mia madre. Via internet ero entrato in contatto con una azienda della Virgina, USA. Erano i tempi della corsa all'oro tecnologica, il 1997. Arrivo per il colloquio e abituato alla merda italiana penso subito "adesso mi attirano in un sottoscala e mi tolgono un rene". Invece no, mi mandano sei mesi in India per la formazione... bellissima l'India, mi restera' sempre nel cuore...sei mesi senza vedere un bianco arrogante, solo bellissimi sorridenti gentilissimi indiani, che bellezza. Poi comincio a lavorare per le aziende americane. Stupore. Qui se sei in gamba sei valutato, ti lasciano fare, i managers sono tecnici competenti e non politici mafiosi come da noi. Lavoro la meta' che in Italia e guadagno il doppio. L'America fa schifo, la gente e' ignorante e ultranazionalista, pero' si lavora bene, c'e' organizzazione, positivita', comunicazione. Io all'inizio mi sento come uno schiavo gallo deportato nella Roma Imperiale, intorno a me i fasti dell'Impero Americano, che odio ma che rappresenta per me l'unica possibilita' di liberta'. Io piccolo schiavo valdostano la domenica vado a pulire stalle per arrotondare lo stipendio e non dimenticarmi delle mie origini; via de Tiller gremita di gente e' un miraggio in questi deserti suburbani di parcheggi e supermercati, ogni volta che sento odore di letame nei campi affogo di nostalgia, lo scampanio delle mucche un ricordo di paradiso perduto lontano. Ma indietro non si torna, mai piu' nelle grinfie dell'Union Valdotaine.
Chiave a stella dei bytes, scopro una umanita' in movimento, l'immigrazione cinese e indiana che e' ormai un fenomeno di massa; e scopro che noi italiani abbiamo molto piu' in comune con i cinesi e gli indiani che con gli anglosassoni, solo con loro divido il mio cibo, a Chinatown passo tutti i miei momenti liberi, solo colleghi indiani mi invitano a casa loro. Gli americani sono dei poveracci, hanno tutto ma non sanno e non sentono niente, accumulano ogni sorta di oggetti ma in fondo al cuore hanno la disperazione, e piu' sono disperati piu' comprano. Massacrano il pianeta col loro consumismo ma negli occhi hanno tristezza. Ho visto molti piu' sorrisi in una favela di Bombay che in tutti gli Stati Uniti. In 3 anni non ho mai visto un nonno americano a spasso per mano con il nipotino. Su una spiaggia di Los Angeles, gli americani se ne stanno a gruppi di uno, di due... i messicani, minimo quindici persone con 4 diverse generazioni insieme.
A New York un anziano giace sull'asfalto in mezzo alla strada, perde sangue dalla fronte. Le automobili americane lo scansano e proseguono, i passanti americani fanno finta di niente e continuano nella loro corsa meccanica per il successo individuale. Un italiano in bicicletta si ferma e lo soccorre. L'uomo e' ukraino, si era inciambottato traversando la strada. Forse la solidarieta' esiste solo fra gli schiavi del sistema; chi ha accettato il sistema nel suo cuore, e vuole per se' un posto dominante, vede nell'altro o un alleato da sfruttare o un competitore da eliminare.
Il nuovo mondo e' un immenso nulla fatto di merci in movimento, dove l'uomo muore. Quando mi sento impazzire, scappo in Messico o a Cuba per riscoprire un po' di umanita'.
Il crollo del Nasdaq falcia il mercato del lavoro, ormai nauseato dagli USA me ne torno volentieri in Europa, destinazione Londra, ponti d'oro dopo la mia esperienza americana. Londra e' squallida, nera, indolente, le donne inglesi obese alcolizzate e ripugnanti, il cielo eternamente bigio; dopo New York che vibrava di mille culture e di vita per le strade Londra mi angoscia... il lavoratore inglese non ha passione, e' individualista e scostante, preferisce mandarti un email che parlarti, soprattutto se sei straniero. Gli americani non erano cosi', avranno tanti difetti pero' la loro e' una cultura della comunicazione.
Alla fine vinto dalla nostalgia accetto un lavoro a Milano, però se Londra mi deprimeva Milano mi angoscia coi suoi veleni e la sua gente sempre incazzata, una urbanistica che squarcia il cuore tanto e' squallida, un cielo lattiginoso e zanzare a gogo'. Dicono giustamente che il peggior castigo per un valdostano e' andare a Milano in una giornata di nebbia. Dice il saggio napoletano: "l'unica cosa buona a Milano e' il treno che ti porta via". Il milanese ha una costante smorfia di disprezzo sul viso, ti dice apertamente "se Milano non ti piace, vattene". Mi sono sentito piu' straniero a Milano che a San Francisco.
Pero' fra i colleghi "immigrati" come me riscopro l'italianita', il prendere il caffe' assieme, il fare pausa pranzo assieme... il piacere di stare assieme dopo tanti anni di isolamento in societa' anglosassoni ultraindividualiste. E riscopro la straordinarieta' del lavoratore italiano, il suo adattarsi a fare di tutto, il suo coinvolgimento emotivo nel lavoro, la sua eterna allegria (a meno che si tratti di un milanese). Bellissimi i napoletani, poeti scanzonati, maestri nell'arte di sopravvivere con allegria in mezzo al caos. Poi venne Roma, ti inebria di storia ma è imperiale e violenta come quella di 2000 anni fa, disumana e razzistissima con gli immigrati; mi trascino per 3 mesi sulle stampelle per un incidente di pallone e gli unici a tendermi una mano sono gli immigrati, una donna latinoamericana mi aiuta a portare il cestino al supermercato e la cassiera italiana la insulta violentemente. Nessuno che ti ceda il posto sul metro, alle code, la lotta e' di tutti contro tutti, i deboli devono soccombere, le risorse non bastano per tutti. E poi apparve Napoli, dolcissima e sognante, malinconica poetessa con una filosofia trillenaria, quando presi il treno per andarmene piansi sapendo di aver perso una possibile patria. Napoli come Cuba, dove tutto diventa possibile nella fantasia e nel cuore grande della gente; non mi stupisce che Zanotelli abbia scelto di vivere a Napoli.
E via cosi' per le strade del mondo, dal pianeta Canada degli uomini di ghiaccio, alla razzistissima Danimarca, alla Finlandia magica e fredda - una Val d'Aosta spianata fatta di boschi e laghi - piena di conigli dalle grandi orecchie che sbucano dai boschi, alla Germania meccanica dura industriale e impersonale, alla Olanda dove solo le rane e le anguille sopravvivono nel marcescume da cimitero dei canali. Avanti cosi', dentro e fuori dal sistema, un po' servo del sistema, "pallido verme del formaggio capitalista", e un po' operatore di solidarieta' internazionale - la tenerezza dei popoli - in Brasile, Guatemala, Ruanda, Nicaragua, Palestina..., finche' riusciamo a mandare avanti il gioco, finche' il mare sopra noi sara' richiuso.
Dice, "ma tu ci torneresti in Valle d'Aosta"? Ma che ci torno a fare, dai, ormai in Valle le ho provate tutte, non fa proprio per me. Se altrove ho una possibilita' su un milione, in Valle proprio zero. E poi a far che cosa, non ci sono progetti, a me piace progettare, costruire, sognare, in Valle pensano solo a mungere la mucca della amministrazione pubblica, chi aveva le idee e' gia' scappato. Dice, "ma non hai nostalgia ogni tanto?". Si, della mia adolescenza di scorribande sulle montagne con Stefano e Sergio Deleo, rutti e scorregge liberi, cani randagi mucche e stambecchi, quando eravamo lassu' gli ultimi e non pensavamo neanche che esistesse qualcosa al di fuori di quel paradiso. Ma poi scoprii che gli dei non stanno sulle montagne, stanno in mezzo ad una umanita' che soffre spera e si contorce... pero' si, sempre pensando che mi piacerebbe andare a morire al lago delle Laures, il paradiso creato da un dio che non esiste.
Dopo succederà un grandissimissimo casino. Io questa cosa non la sapevo, non avevo mai sentito parlare di Peak Oil, nè di Hubbert Peak; sapevo vagamente che il petrolio non sarebbe durato in eterno ma non pensavo che il fattaccio fosse dietro la porta. Ma un amico mi mise la pulce nell'orecchio e cominciai ad indagare su Internet. Mi lessi e guardai di David Goodstein "Out of Gas, The End of the Age of Oil". "Oil, the party is over" dell'ottimo Richard Heinberg. "A Crude Awakening". "The end of Suburbia". "Crude Impact". Gli autori tutti esperti geologi ed esimi scienziati. Raggelanti. Ebbi incubi per un paio di notti.
Alcuni dati.
1000 miliardi di barili sono le riserve mondiali stimate. Altri 1000 ce li siamo già bruciati. Un barile sono 159 litri. Il consumo attuale è di 25 miliardi all'anno, quindi i conti sono facili, altri 40 anni di festa prima del buio. Boh vabbè non mi preoccupo, in 40 anni avremo il tempo di migrare verso fonti alternative: solare, eolico, fissione e fusione nucleare, ecc. Oh poi che me frega, l'importante è che io me la goda, io sono un edonista, del futuro dell'umanità dopo che io son morto lascio che si preoccupino preti e comunisti.
Balle. Una delle balle meglio raccontate nella Storia, insieme a quella dell'11 settembre. Vediamo perché.
Le riserve reali sono inferiori almeno del 25%; molti paesi estrattori hanno esagerato la consistenza delle loro riserve perché l'OPEC assegna le quote di estrazione in base alle riserve, quindi soprattutto gli arabi hanno barato per potersi intascare piu' soldi possibili subito. Curiosamente, nonostante la continua estrazione, nessun paese rivede le sue riserve al ribasso...finanza creativa!
Poi, ammesso e non concesso che le riserve siano quelle dichiarate, non si tiene conto del fatto che il petrolio facile è ormai andato, rimane quello difficile da recuperare. E' come le ciliege su un albero, prima uno raccoglie le piu' facili, ad altezza d'uomo, e poi arrabbattandosi con scale e inerpicandosi sui rami va a prendere le altre... ma ad un costo moooolto superiore, tanto che alla fine ne lasci sempre un po' con la scusa che anche gli uccelli devono pur mangiare. Il petrolio del futuro sarà sempre piu' a profondità maggiori, di qualità piu' scadente, in luoghi difficili in termini di accessibilità e condizioni climatiche, con rendimenti di lavorazione sempre piu' scarsi.
Quasi tutti i giacimenti del mondo sono in declino di estrazione - Ghawar, la madre di tutti i giacimenti, in Arabia Saudita, sta già declinando. Quasi tutti tranne l'Iraq. Il petrolio irakeno era l'ultima frontiera semi vergine, il petrolio piu facile da estrarre. Mica scemi gli americani.
Il 65% del petrolio sta nel Medio Oriente. Le riserve degli USA sono già praticamente esaurite. Nel 1950 un geologo americano, Hubbert, fece due conti e dichiarò che ben presto il petrolio americano avrebbe "peak out", arrivato ad un massimo di estrazione per poi declinare; in gergo tecnico questo viene chiamato "Hubbert peak", o "Peak Oil". Questo avvenne con una precisione sconcertante. Coloro che avevano chiamato Hubbert di pazzo visionario - i Ferrara e Fede americani, orifizi di scarico delle menzogne di regime - dovettero mangiarsi il cappello.
Il 95% dell'energia che usiamo viene da petrolio, gas e carbone. Ogni caloria del nostro cibo prende 10 calorie di petrolio. L'obesità dell'occidente trasuda di petrolio.
Il petrolio e' lo schiavo dell'umanità, solo grazie al petrolio noi che viviamo nei paesi industralizzati abbiamo una qualità di vita che in passato era possibile solo per i pascià, il petrolio lavora per noi, 1 barile di petrolio costa 3 dollari per estrarre ed è energeticamente equivalente a 25000 ore di lavoro umani. L'abolizione della schiavitù è avvenuta in concomitanza all'apparire di fonti energetiche fossili - solo perché non era più energeticamente competitiva.
Il petrolio è il nostro Dio, la nostra religione. La domenica invece che andare al tempio andiamo ad adorare le creazioni del petrolio nei nuovi templi, i Supermercati. Siamo una generazione drogata di ottani. Premiamo l'acceleratore della nostra automobile e ci sentiamo Semidei.
Il petrolio ha fatto sorgere e crollare imperi. Gli USA hanno vinto la seconda guerra mondiale grazie alle loro immense riserve, Hitler mandò le truppe tedesche al massacro a Stalingrado pur di conquistare il petrolio del Mar Caspio. La disperata guerra sovietica in Afghanistan fu l'ultimo tentativo del regime per assicurarsi il petrolio per sopravvivere. Il sistema Sovietico e' crollato nel 1989 perché la loro produzione era diminuita e le esportazioni non rendevano abbastanza di fronte alla competizione spietata della Arabia Saudita, persuasa dagli USA a svendere il proprio petrolio proprio per minare gli USSR.
Le ultime frontiere: Mar del Nord, Alaska, Polo Nord, Siberia. La produzione del Mar del Nord sta declinando, e nel 2020 non ce ne sarà più. Gli altri posti pongono grossi problemi logistici, e le riserve sono grandi ma non fantastiche. Per la Siberia, Giappone e Cina si stanno facendo la guerra fredda per convincere la Russia a concederne lo sfruttamento. In Africa, quasi tutto il petrolio (Nigeria, Ciad, Cameroun) è sotto controllo americano. Nel Mar Caspio, è battaglia aperta fra USA, Cina, Europa e Russia, ma comunque le riserve non sono eccezionali. L'Arabia Saudita viene corteggiata dalla Cina, che pure cerca di intrufolarsi in Iran. Una guerra fredda e' in atto per assicurarsi il controllo delle ultime energie rimanenti sul pianeta. Una guerra che inevitabilmente diventerà atomica, fra Cina e USA, dopo che gli USA si saranno mangiati l'Iran. Non c'è abbastanza energia per tutti. Qualcuno deve soccombere, e come sempre sarà il più debole.
La scoperta di nuove riserve di grandezza importante sono sempre piu improbabili.
Le alternative:
- carbone: e' molto più inquinante del petrolio, perché emette pura CO2, ed energeticamente molto meno efficiente
- solare: per sostituire il petrolio ci vorrebbe una superficie di celle fotovoltaiche grandi come 2/3 dell'Italia. Impensabile.
- vento: economicamente interessante solo in poche parti del globo
- nucleare: occorrerebbero altre 10mila centrali - costosissime - e comunque l'uranio esistente durerebbe 10-20 anni
- bioenergia: non ce l'ho molto chiara, ma temo che sia solo un palliativo, e comunque produrre biomasse costa energia, tanta. Intanto il prezzo del granturco è salito del 20% perché lo si usa per produrre biocarburante... quindi la povera gente tira la cinghia, si abbattono piu foreste per piantarci mais... no, mi spiace, non e' una soluzione.
- idrogeno: la piu grande mistificazione del secolo, l'idrogeno e' solo un veicolo di energia - tra l'altro pericolosissimo in caso di esplosione, vedi Zeppelin. Non e' assolutamente una fonte di energia. Chi ha messo in giro questa leggenda metropolitana voleva solo confondere le acque.
- risparmiare energia al consumo, questo si... smettere si usare l'automobile, che e' il modo piu' inefficiente di spostarsi, a favore della bicicletta che invece è meravigliosa... diventare vegetariani, perché la carne costa moltissima energia per essere prodotta... coibentando meglio le case e tenendo la temperatura piu bassa... comprare roba prodotta localmente per un consumo locale... eliminando gli eserciti e le parate militari... eliminare gli imballaggi... vivere più per l'essere che per l'avere... vedi la Decrescita Felice di Pallante
- eliminare inefficienze nel sistema di produzione e distribuzione - il 40% - credo - dell'energia mondiale viene dispersa alla produzione e nel trasporto
Il mondo politico: hanno praticamente tutti le mani in pasta, solo alcuni anziani politici in pensione, i "rinnegati", dicono apertamente che siamo sull'orlo della catastrofe, tutti i politici in carriera recitano la parte di "tutto va ben madama la marchesa" che il Potere Petrolifero chiede loro.
Quando si comincio' ad estrarre petrolio nel 1850 al mondo vi era 1 miliardo di persone. Oggi sono 6.5 miliardi. Secondo le stime questo pianeta senza petrolio puo' dar da mangiare al massimo a 1.5 miliardi di persone - alcuni dicono 0.5. L'elevata produttività dei campi è dovuta soprattutto a fertilizzanti fatti a colpi di petrolio. Ma allora gli altri 5 miliardi? Io non dico niente, la sola parola e' troppo terribile per essere pronunciata.
Quando accendiamo una lampadina, quel filo elettrico che la alimenta va a pescare al fondo di un giacimento in Medio Oriente. Lo stesso computer che sto usando va a petrolio.
L'intero sistema e' costruito sul paradigma dell'energia a buon mercato: le città sono immense, moltissima gente vive fino a cento chilometri dal posto di lavoro. Il modello urbanistico americano basato sui Suburbia residenziali andrà totalmente in crisi. In verità tutto andrà in crisi. Io sono già in crisi. Mi sto chiedendo davvero cosa fare della mia vita, adesso che so che sta per scoppiare la terza guerra mondiale, la guerra del petrolio. Si vive alla giornata, senza piani per il futuro, perché davvero il futuro potrebbe non esistere, o essere cosi' drammaticamente diverso dal presente che ogni progetto e' illusione.
I media ovviamente non parlano di Peak Oil. La disinformazione e' intenzionale, permetterà di prevenire il panico di massa e di dare la colpa della recessione agli arabi o ai cinesi, nascondendo il problema di base che il petrolio e' finito.
Ormai guardo tutti in termini di petrolio, ogni cosa mi chiedo quanto petrolio sia costata; mi chiedo io stesso quanto petrolio sono costato, sicuramente almeno dieci volte piu' di mio nonno che d'inverno si riscaldava con la legna che lui stesso raccoglieva nei campi e che all'estero, in Albania nel 1915, ci e' andato solo perché ce l'han spedito in guerra.
Cerco di convincermi che la vita andrà avanti, anche in un mondo tormentato come quello che ci aspetta; cerco di illudermi pensando che comunque i bambini continueranno a giocare e gli uccelli a volare... ma non posso che sentire una profonda angoscia al pensare alle immense sofferenze di una umanità nella caduta libera prossima ventura, prima che troveremo un altro punto di equilibrio magari fra 200 o 1000 anni, chi lo sa.... mah non so, spero di riuscire a vedere tutti i film di Toto', me ne mancano pochi ormai. Per il resto, lotterò comunque e sempre per un mondo migliore, pur sapendo che non verrà mai, non durante la mia vita.
Sopravvivere alla conquista - breve viaggio fra gli indios centroamericani.
Da buon Europeo, pensavo che il considerare la "Scoperta" dell'America del 1492 un avvenimento nefasto fosse un atteggiamento originale, alternativo e da bravo borghese progressista politicamente avanzato. Arrivati in Messico, l'ombra della conquista ti salta addosso come un incubo oscuro, riflessa in tutti gli angoli, e ci si rende rapidamente conto che si tratto' di uno dei genocidi meglio organizzati della storia. Mi correggo, si tratta, visto che ancora oggi l'oppressione dell'indio va avanti, appoggiata dai governi fascisti filostatunitensi che dominano il Centro America. Nell'immaginario collettivo messicano, Moctezuma e Malinche - due personaggi che hanno aperto le porte ai conquistadores - sono sinonimi di pusillanimi e traditori, nessuna madre messicana chiamerebbe la figlia Malinche; invece molti bimbi vengono chiamati Cuahtemoc, dal nome dell'ultimo capo indio che resistette eroicamente contro Cortez. La statua dell'indio Cuahtemoc nella piazza centrale (Zocalo) di Messico ha sempre fiori freschi - un po' come l'altare di Giulio Cesare nel Foro Romano a Roma.
Gli spagnoli ci si misero di buona lena a distruggere sistematicamente tutti i templi atzechi, maya e quant'altro, e per sommo spregio ci costruirono di fianco le loro cattedrali cristiane riusando le pietre del templi. Un esempio per tutti e' il Tempio Mayor e la Cattedrale di Citta' del Messico, a un centinaio di metri uno dall'altra; oppure il complesso religioso azteco di Cholula, raso al suolo e sostituito da una infinita' di chiese e conventi. Le chiese cristiane del 1500 nel nuovo mondo sono un monumento al genocidio, in qualche modo ricordano l'abitudine nazista di lastricare le strade del ghetto con le pietre tombali ebree. I grandiosi murales di Diego Rivera, nel Palazzo Municipale della Capitale, riassumono le fasi del massacro; i fattori determinanti furono: - la superiorita' tecnologica, data dall'uso di cavalli, di cani da caccia, di armature di ferro e spade - l'uso del divide et impera per creare alleanze e approfittare delle rivalita fra le tribu' di indios per mettere una contro l'altra , salvo poi massacrare i precedenti alleati una volta che non servivano piu' - l'arma ideologica della religione cristiana per creare negli indios rassegnazione e sottomissione
Gli zelantissimi preti cristiani, al seguito dell'esercito di occupazione, si adoperarono immediatamente per incendiare tutti gli scritti delle civilizzazioni conquistate, e il lavoro fu fatto talmente bene che delle migliaia di opere atzeche ci restano solo due o tre. Che il lavoro dei preti fosse cosi' essenziale nel processo di dominazione, e' testimoniato dal fatto che gli stessi proprietari terrieri spagnoli sollecitassero fortemente alla chiesa cristiana l'invio degli "indottrinatori", cioe' preti specializzati nello spezzare la spina dorsale ideologica della resistenza india.
I difensori della chiesa cattolica sbandierano il nome di Fra Bartolome de las Casas come un esempio di difensore degli indios; in realta' il frate interveni' nel conflitto fra la Corona spagnola e i terratenenti centroamericani, poco inclini a pagare tasse, rivalutando gli indios puramente nella funzione economica di sudditi e contribuenti dell'Impero. Sterminare indios era male, si, ma piu' che altro perche' si privava cosi' l'Impero di braccia che lavorassero nei campi e nelle miniere, e la Chiesa di fedeli e contribuenti. E infatti la Corona interveni' con leggi per proteggere gli indios, la Leyes Nuevas, ma mantenendoli in situazione di assoluta sudditanza e ai limiti della schiavitu'. Questo permise comunque agli indios di sopravvivere fino ad oggi; per lo meno l'ombra degli indios di un tempo.... da orgogliosi guerrieri, abilissimi artigiani, grandi artisti e poeti di una volta, gli indios oggi hanno perso la loro anima, sono diventati timidi, diffidenti (e come non esserlo, dato che ogni volta che si sono fidati li hanno fregati!), le loro attivita' economiche di mera sussistenza - dato che le loro terre migliori se le sono portate via gli spagnoli. Un bell'aneddoto e' questo: un prete passo' molti anni presso una comunita', conquistandosi la fiducia della gente. Alla fine quando lui stava per andarsene alla fine dell'incarico gli indios decisero di dirgli che presso il villaggio c'era dell'oro. Per gli indios la scoperta dell'oro era una disgrazia terribile perche' significava essere condannati a finire schiavi nelle miniere. Quindi il dirlo al prete era un gesto di grandissima fiducia. Il prete si riempi' le tasche d'oro e poi per farsi bello con la Corona ando' immediatamente a dirlo in giro e cosi' gli indios finirono miseramente sotto terra. Poi uno si stupisce che gli indios siano diffidenti. Un bellissimo esempio di come infinocchiare l'indio sono le chiese di Chichicastenango: siccome l'indio era abituato a fare le sue cerimonie sui gradini delle piramidi, i preti che costruirono queste chiese fecero delle grandissime scalinate uguali uguali alle scalinate delle piramidi. Cosi' ancora oggi gli indios celebrano i loro riti maya - incluso sacrifici di galline - sulle scalinate delle chiese e pagano di buon grado il tributo al prete. La sopravvivenza ancora oggi di questi riti maya e' toccante, nel cimitero si possono vedere sciamani che fatto riti col fuoco ed e' da brivido, sembra di essere in un fumetto di Tex Willer perche' questi sciamani sono spiccicati ai Sioux (o erano Cheyennes?) di Piccolo Grande Uomo. Che ancora oggi esistano questi riti, e' una testimonianza di quanto gli indios devono odiare gli europei e debbano cercare di stare il piu' lontano possibile da loro. Di fatto, a forza di stare in mezzo agli indios, anche io ho finito per associare l'europeo ad uno scimmione violento volgare e stupido, e arrivato in citta' dove la maggioranza e' meticcia o europea avevo la stessa sensazione di ripugnanza che provo' Gulliver di ritorno fra gli uomini dopo la permanenza nel mondo dei cavalli. Gli indios sono belli nei loro variopinti vestiti tradizionali, nella gaiezza del loro sguardo e la luce del loro sorriso, nella loro spontaneita' e ingenuita, nel loro vivere in armonia con l'ambiente, nella forza dei loro rapporti famigliari e sociali, nella loro religiosita' legata alla natura. Ho pensato molto seriamente di mollare tutto e andare a vivere fra loro sulle montagne del Guatemala. Non sarei il primo a farlo. Il punto e' imparare a fare qualcosa di utile alla gente.
Un altro tributo alla ingegnosita' dei preti nell'infinocchiare gli indios lo pago qui: i preti arrivano, e cominciano a demonizzare il sesso e la nudita'. Si sa, il sesso mette in comunicazione l'umano e il divino, ma questo e' il mestiere esclusivo del prete, quindi per aumentare il suo potere il prete deve togliere di mezzo il sesso. Ma questo e' difficile farlo perche' ci sono forti pulsioni biologiche; si puo' pero' sublimare queste pulsioni. Qui il grande colpo di genio: mascherare all'interno della religione un simbolo fortemente sessuale come oggetto di adorazione. Di qui il capolavoro supremo del prete indottrinatore: la Vergine di Guadalupe, icona adorata in tutta America Centrale, che e' la stilizzazione artistica piuttosto precisa dell'organo sessuale femminile. Andate a cercare su google una foto e poi mi dite se non ho ragione.
Ancora oggi, per un indio che cerchi lavoro in citta' e' meglio togliersi gli abiti tradizionali e fingersi meticcio, "ladino". L'unico posto dove essere indio e' un vantaggio sono le ONG.
Parlare di questione india senza parlare della questione della terra non ha senso. Il Zapatismo si rifa a questa lotta india per la terra, sono andato a visitare una comunita' zapatista ma devo dire che non mi e' piaciuto, una mezza pantomima con tutti questi passamontagna, un pericolosissimo culto della personalita' di Marcos, molta retorica e poco spirito pratico, tantissima inefficienza, molta dipendenza dagli aiuti internazionali... se l'economia si mandasse avanti a colpi di murales e di discorsi, il Chiapas zapatista batterebbe il Giappone. Di fatto, Marcos e' laureato in lettere...almeno Zapata era contadino, come leader mi sembra piu credibile.
Negli anni di lotta armata zapatista, molti indios si sono buttati in una lotta improvvisata fidandosi di capi improvvisati e di pochi scrupoli, buttandosi armati di bastoni contro la polizia federale armata di elicotteri e bazooka.... a migliaia nel 1994 sono morti crivellati di colpi per occupare militarmente Ocosingo, dopo che Marcos aveva garantito loro che non c'era nessun rischio.... la polizia li stava aspettando. Dopo il massacro, la polizia ha fatto alla svelta pulizia dei cadaveri e ai giornalisti ha mostrato un campo di battaglia con pochissime vittime - mi ricorda le stragi di Shabra e Shatila e di Falluja, quando ai giornalisti viene concesso di accedere ai luoghi del massacro ormai il sangue e' stato tutto lavato.
In Guatemala, ugualmente le comunita' indios si sono trovate fra l'incudine della guerriglia dell'FMLN e il martello dell'esercito comandato dal neonazista Rios Montt, che ha praticato la politica della terra bruciata, cioe' lo sterminio degli indios accusati di sostenere la guerriglia. Ugualmente la guerriglia sterminava gli indios che non li sostenevano per paura delle rappresaglie dell'esercito. A dieci anni dagli accordi di pace, i mandanti di tutte queste stragi occupano i massimi incarichi istituzionali e finira' tutto nel dimenticatoio. Pinochet insegna. Nei lunghi viaggi sugli autobus ho provato a farmi raccontare da compagni di viaggio indios cosa era successo durante gli anni della guerra interna; inutilmente, vogliono tutti dimenticare, seppellire i morti e dimenticare gli orrori vissuti. L'indio viene fregato dagli stessi indios "cachiques", i prominenti che si fanno eleggere rappresentanti delle comunita' e che di fatto si vendono al potere per favorire lo sfruttamento delle comunita'. Mi sono infilato di straforo nella sala del consiglio indigeno di Chichicastenango e i leaders locali mi avevano un aspetto estremamente loffio (mafioso), rimasi stupito per l'assenza sulle pareti di qualsiasi richiamo ad una lotta di difesa dell'indio, invece pullulavano di ritratti dei cachique stessi, una specie di autoincensamento dei leaders.
(maggio 2007)